🎞 In Programmazione

CREED III: Dal 17 al 22 Marzo – Ore 20.30

Adonis è prossimo a ritirarsi, gli manca solo di vincere un ultimo incontro per uscire di scena nel modo più glorioso e poi dedicarsi alla famiglia - e proteggere la propria salute dalle fratture e dalle contusioni del ring. Del resto anche sua moglie, prossima a rischio di perdere l'udito come del resto la figlia non udente, ha lasciato la carriera di cantante e ora si limita a produrre i successi discografici di altri. Quando però Adonis incontra Damian, detto Dame, suo vecchio amico dei giorni in cui viveva in una casa famiglia, realizza di avere con lui un debito da pagare. Damian infatti era andato in galera nel corso di una rissa che proprio lui aveva scatenato, inoltre Adonis non gli è stato vicino negli anni di carcere. Damian sembra chiedere l'impossibile: un incontro di pugilato per il titolo dei pesi massimi, ma del resto lo stesso Adonis aveva avuto una analoga chance, quindi come potrà dirgli di no? Michael B. Jordan è protagonista e pure regista di Creed III, dove dimostra una buona mano e qualche idea, ma non bastano a salvare un film di ottundente prevedibilità. Creed III si apre su un flashback con Adonis ancora bambino, in una cameretta a casa Creed, decorata di immagini tratte dagli anime - ben riconoscibile, in particolare Naruto. Forse anche per questo, quando arriverà il momento dell'inevitabile faccia a faccia sul ring con Dame, la scena si tingerà di toni metafisici come se fossimo nella battaglia di un manga: il pubblico scompare nella tensione tra i due contendenti, che non vedono più nemmeno i rispettivi allenatori. Addirittura appaiono le sbarre di una prigione sul ring, trasformando l'incontro di pugilato in uno psicodramma che inscena la necessità di superare il passato di entrambi. Infatti l'esito somiglierà più a quello di una seduta di terapia che non di un incontro di boxe - e in questi giorni Michael B. Jordan va parlando di un "Creed Universe" dove implicitamente potremmo rivedere anche Dame. Purtroppo questa spiazzante soluzione visiva è l'unico brivido in un film altrimenti risaputo dal primo all'ultimo minuto. È immediatamente ovvio quello che dovrebbe essere un colpo di scena rivelato a due terzi del film; è del tutto scontato come andranno i tre incontri di pugilato; e, quel che è peggio, è a dir poco manicheo il tratteggio del personaggio di Dame. Caricato d'odio da diciotto anni di prigione finisce per dimostrare di essere diventato più o meno un criminale, che si aggira con gangster armati di pistola e si comporta come un bullo non appena non ha più bisogno di Adonis.

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Mummie: a spasso nel tempo – Dal 17 al 22 Marzo – Ore 18.30

Tuth è un giovane auriga egizio che ha smesso di partecipare alle corse dei carri dopo un incidente che gli ha trasmesso la paura della velocità. Nefer è la principessa figlia di un faraone che deve succedergli al trono non prima di avere trovato marito, mentre lei sogna solo di cantare in pubblico. Entrambi vivono in un mondo sotterraneo di mummie dove abita anche Sekhem, il fratellino di Tuth, con il suo coccodrillino domestico. Sekhem colpisce con il suo boomerang l'araba fenice che doveva individuare il marito ideale per Nefer e la scelta cade per caso su Tuth, che non vuole sposarsi, ma sa che se rifiuterà verrà punito severamente.Ma l'anello nuziale gli viene sottratto da Lord Carnaby, un archeologo che ha scoperto l'esistenza del mondo delle mummie, e Tuth e Nefer, con Sekhem al seguito, dovranno rientrare nel mondo dei viventi per recuperare l'anello rubato. Mummie - A spasso nel tempo Ã¨ una divertente avventura a cavallo fra antico Egitto e contemporaneità che riesce a seguire alla lettera i dettami del politically correct conservando una misura di grazia e di ironia. Dunque Nefer è una principessa che sa combattere e che vuole scegliere autonomamente ciò che vuole fare della sua vita, Tuth soffre di insicurezza, Ra potrebbe essere una dea invece di un dio ("È un problema?", chiede Nefer in tono di sfida), e così via. La contemporaneità entra prepotentemente anche nell'antico Egitto sottoforma di selfie, aspirazioni da talent show, fandom e firmacopie, a scapito dell'attendibilità storica: e piegare la vicenda degli egizi ai gusti attuali fa rimpiangere quel minimo di autenticità di Il principe d'Egitto. Ma ci sono anche dettagli divertenti che hanno evidentemente comportato una ricerca sugli usi e costumi degli egizi, come il boomerang di Sekem, che effettivamente pare esistesse all'epoca dei faraoni.Ma l'avventura è avvincente e ben diretta da Juan Jesús García Galocha (la produzione è spagnola, anche se il film è stato girato in inglese con attori angloamericani) e c'è molta ironia nei numeri musicali, che comprendono ovviamente il classico anni Ottanta "Walk Like an Egyptian" delle Bangles ma anche un ottimo numero musicale in cui Nefer improvvisa all'interno di una versione musical dell'Aida di Verdi.

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